Letteratura
Camo nella letteratura
Faremo accenno ad alcune opere letterarie in cui, anche se non molto approfonditamente, si parla di Camo.Camo viene infatti citato più volte nei libri di Cesare Pavese, in particolare nel celebre "La luna e i falò".
Non è mai ambientazione degli eventi narrati, tuttavia viene nominato come punto di riferimento per meglio localizzare un luogo o nelle descrizioni paesaggistiche:
[…] sulla strada di Camo c'era ancora la croce a uno strapiombo dove avevano fatto ribaltare un biroccio con due dentro.
I cacciatori dopo la vendemmia giravano le colline, i boschi, andavano su da Gaminella, da San Grato, da Camo […]
oppure a sottolineare la grande estensione di un territorio (l'espressione "fino a Camo" sembrerebbe essere sinonimo di "fino ad un luogo remoto"):
C'è Nuto, il mio amico del Salto, che provvede di bigonce e di torchi tutta la valle fino a Camo.
[…] la gente li incontrava a Camo, a Santa Libera, nei boschi del Bravo.
Nella raccolta di poesie "Canti delle Langhe" di Carlo Prandi, è presente un'intera ode dedicata a Camo, che, oltre a descrivere il paesaggio, suggerisce l'etimologia del nome Camo:
Il nome? Par che a camolis derivi;
quando era il suol pineta, il battezziere
vide infinite larve tappezziere.
Secondo questa fonte, dunque, nel passato il territorio di Camo doveva caratterizzato da numerose pinete dove proliferavano le "camole", tanto numerose da influenzare il nome che sarebbe stato attribuito al territorio (1).
Questa però non è l'unica ipotesi che conosciamo sull'etimologia del nome Camo.
In un bollettino del 1967 infatti Don Messa ricorda un parrocchiano, un certo Oreste Trinchero, scomparso il 25 giugno di quell'anno, lo descrive come persona colta, che amava molto la lettura e riporta come spesso questi raccontasse al parroco che "Camo" significa "Dio del vento".
Non sapendo da quali studi derivi una simile affermazione diventa molto difficile verificarne l'attendibilità.
Certo è che il significato "Dio del vento" attribuito a Camo conferisce al paese un che di romantico e mitico e, date le proverbiali e numerose giornate ventose di Camo, è sicuramente molto azzeccato.
(1) In una nota a questa poesia, intitolata appunto "Camo" possiamo inoltre leggere che in un diploma del 1001 il nostro paese è detto Camulum dall'Imperatore Ottone III al marchese di Torino Olderico Manfredo, padre della celebre Adelaide.
